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@pelaozoan: nuova t-shirt per Zone 167 ispirata alla street art

@pelaozoan, nome d’arte per Nicolas Lopez, è il giovane talento che firma l’ultima t-shirt in canapa di Zone 167. C’è colore, c’è il tratto, c’è una carica emotiva personale in una grafica che rimanda allo stile dei writer o street art. Li chiamano graffiti, murales, arte urbana, ma con qualsiasi definizione, per Zone 167 è un esempio di che cosa si può fare con un artista, un disegno in testa, una t-shirt in un tessuto biologico, un progetto alternativo di moda per giovani.
Abbiamo chiesto a Nicolas di raccontarci la sua storia.

Nicolas, da quanto tempo sei in Italia?
Sono originario di Panama City, vivo a Roma da più di un anno. Con mia moglie siamo arrivati in Italia per conoscere una cultura differente dalla nostra e in modo particolare perché volevo approfondire l’arte classica. Ad oggi, siamo ancora in una fase di adattamento: per affinare la lingua, comprendere le abitudini. Ogni giorno sta diventando più facile, come si usa dire piano piano.

@pelaozoan: condividere le emozioni 

Quali sono le tue esperienze artistiche?
Ho 27 anni, sono architetto, grafico, illustratore e writer. Sin da quando ero bambino ho sempre amato disegnare e dipingere. Iniziai a nutrire un forte interesse nella grafica e nei graffiti di nuovo nel 2012, quando realizzai il mio primo murale. Fui ispirato da mio fratello, anch’egli un artista e appassionato di street art. Anche a Roma ho realizzato due opere di street art: al Maam, museo dell’altro e dell’altrove di Metropoliz, sulla Prenestina e presso la scuola San Francesco d’Assisi.
Quali sono le tue fonti di ispirazione?
Sento che ogni cosa può ispirarmi, ma credo che la principale fonte di ispirazione siano i sogni. Oltre a questo, mi lascio guidare dalle situazioni che accadono a me e alla mia famiglia, così spesso creo dei personaggi che si identificano con questi sentimenti. Per me è un modo per esternare idee ed emozioni, credo che chi guarda possa identificarsi a sua volta con quello che sento ed entrambi, come dire, ci sentiamo meno soli.

@pelaozoan: in sintonia con il progetto di Zone 167

A Nicolas abbiamo chiesto quando e come ha scoperto Zone 167.
Sono venuto a conoscenza di Zone 167 per caso. Giunto a Roma, incontrai un artista e una persona incredibile, Luis Cutrone di Studio Sotterraneo, che mi presentò Antonio Russo. Antonio è il fratello di Luca Russo e il disegnatore di molte t-shirt in canapa Zone-167, a cominciare da quelle sulle periferie. Allora non parlavo molto bene l’italiano, eppure siamo entrati in sintonia. È nata così la proposta di un disegno, firmato da @pelaozoan, per una nuova maglietta in canapa dedicata all’arte di strada.
Che cosa hai disegnato per Zone167?
Ho pensato a come mi sentivo quando disegnavo graffiti in 2013 e ho visto una situazione analoga qui in Italia; ho pensato alle zone di confine, le periferie abbandonate dalle istituzioni… Nella maglietta disegnata da me, si vede il logo di fronte e sul retro il writer che va via.
Che cosa ti è piaciuto del progetto di abbigliamento streetwear in canapa?
Il progetto di t-shirt in canapa biologica nasce da una riflessione sulle periferie, giusto?
Da architetto, ho trovato molto interessante la riflessione sui posti “a margine” che hanno creatività nascoste. Un po’ come succede con i graffiti: un muro abbandonato, di un’area degradata, con un murale diventa qualcosa di più di un muro, diventa un’opera d’arte.

Street art, giovani e nuove culture

@pelaozoan, il Coronavirus ha cambiato le tue prospettive di vita e di lavoro per i prossimi mesi?
Come per ciascuno di noi, è stata un’esperienza molto difficile. Sono stato fortunato perché, durante il lockdown, ero con mia moglie e i suoi familiari, una famiglia davvero ottima. Avevo diversi progetti professionali in partenza, – presso studi di architettura e mostre d’arte – che conto di riprendere gradualmente.
Quale spazio vedi per i giovani nell’arte oggi?
C’è un futuro nell’arte, perché ci completa come esseri umani e ci libera. Penso che avremo un’evoluzione dell’arte grafica, per come la conosciamo adesso. Grazie alla tecnologia che abbiamo ora disponibile è possibile che si creino nuove tendenze artistiche.